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17 agosto 2006

Arrivate 12 mummie popolo delle nuvole a Bolzano

FARANNO COMPAGNIA AL CELEBRE OETZI (ANSA) - BOLZANO, 4 AGO - Da oggi Oetzi, la mummia dei ghiacci di 5 mila anni fa ospitata al Museo Archeologico di Bolzano, avra' compagnia: dal Peru' sono arrivate 12 mummie dell'antica e misteriosa civilta' dei Chachapoya che saranno messe in mostra a partire dall'11 agosto.
Si tratta di un'esposizione dedicata al ''Popolo delle nuvole'' che visse tra l'800 e il 1500 dopo Cristo nel cuore del Peru', per poi essere conquistato dagli Incas e per scomparire poi definitivamente in seguito alle malattie portate dai conquistadores spagnoli.
Le 12 mummie - accompagnate da un centinaio di altri reperti archeologici - fanno parte delle 219 ritrovate a cinquemila metri di quota nel 1996, sopra la laguna des Condores, su una parete rocciosa, dentro la quale erano state scavate delle nicchie funerarie.
Gli Incas descrissero i Chachapoya come ''guerrieri alti dalla pelle e dai capelli chiari''. E' un popolo misterioso di cui si sa poco, che perche' sembra che non conoscesse un vero e proprio sitema di scrittura. Il sito archeologico piu' famoso e' quello delle rovine fortificate di Kuelap.
Delle dodici mummie che sono arrivate a Bolzano, due sono di bambini. Due sono scoperte mentre le rimanenti sono avvolte in preziosi tessuti. Le salme erano poste infatte in posizione accovacciata, avvolte in tessuti sui quali era ricamato un ritratto. Le mummie erano poi poste all' interno delle nicchie a picco sul canyon a 5 mila metri di quota. I Chachapoya erigevano i loro insediamenti, in pietra e a pianta circolare, su alture di montagna avvolte dalle nebbie: per questo erano chiamati il ''Popolo delle nuvole''.
Ancora non si conosce la tecnica di conservazione delle mummie dei Chachapoya. Se, ad esempio, i corpi venivano imbalsamati e privati delle interiora come facevano gli egizi.
Certo e' che il clima secco e freddo dei 5 mila metri di quota in cui si trovano i sepolcri hanno offerto condizioni ideali affinche' i cadaveri mummificassero. Secondo alcuni archeologi, i Chachapoya si servivano dei loro morti come oracolo.
Prima di riuscire a fare arrivare in Europa le mummie, i responsabili del Museo Archeologico di Bolzano hanno avuto rapporti non solo con i dirigenti del Museo di Leymebamba, che hanno accompagnato i reperti per tutto il viaggio, ma hanno anche dovuto tenere una pubblica assemblea con gli abitanti di un paesino della zona che si considerano discendenti del ''Popolo delle nuvole''. A questi hanno dovuto promettere che alcune ricerche scientifiche che sulle mummie Chachapoya sono in programma in Europa, con la partecipazione anche di Eduard Egarter, capo del team internazionale che da anni studia la mummia di Oetzi, saranno assolutamente non invasive. A questo scopo un rappresentante del paese e' stato inviato a Bolzano per seguire di persona l'esposizione archeologica e le ricerche scientifiche. (ANSA).

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