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07 agosto 2007

ARCHEOLOGIA: Messico; allarme siti, Governo latitante.

(ANSA) - CITTA' DEL MESSICO, 2 AGO - L'intero patrimonio archeologico messicano e' in emergenza, afflitto da problemi a cui lo Stato visibilmente non riesce a fare fronte e con un dato incredibile pubblicato di recente dalla stampa, secondo cui delle 39.305 zone archeologiche nazionali, soltanto 173 sono aperte (meno dell'1%), ed appena una appartiene interamente alla nazione.
Il dibattito e' divenuto piu' acceso proprio nel momento in cui, insieme al Colosseo e al santuario peruviano di Machu Picchu, le rovine Maya di Chichen Itza' sono state incluse fra le nuove Sette meraviglie del mondo.
Uno studio pubblicato dal quotidiano La Jornada ha rivelato che solo Tula, la capitale precolombiana dell'antico Stato tolteca, dichiarata patrimonio dell'umanita' dall'Unesco, attualmente e' l'unica riserva archeologica di proprieta' dell'Istituto nazionale di antropologia e storia (Inah).
L'Inah, istituito nel 1939, ha acquisito parzialmente 61 aree archeologiche, i cui terreni sono pero', a seconda dei casi, proprieta' ''di entita' di diversa funzione federale, statale, municipale, comunale o addirittura del tutto private''.
Questo significa, prosegue il giornale, che ''quasi tutti i siti che conservano patrimoni pre-ispanici si trovano alla merce' degli speculatori immobiliari e dell'industria del turismo di massa''.
A quello della carenza di fondi per acquistare terreni privati, che e' l'ostacolo piu' grande che l'istituto si trova ad affrontare, si aggiungono ''il problema dei saccheggi, la mancanza di vigilanza, gli interessi particolari e i danni che diversi monumenti presentano, a causa del mancato mantenimento''.
Di fronte al riconoscimento ottenuto con l'inclusione di Chichen Itza' fra le nuove meraviglie del mondo, il governo messicano, sta cercando di correre ai ripari.
Il presidente della repubblica Felipe Calderon ha annunciato qualche mese fa un ''programma di riabilitazione'' per le 173 aree aperte al pubblico, delle quali per il momento soltanto 47 godono dello status di ''monumento archeologico'' per un decreto dell'Esecutivo.
Calderon ha anche promesso l'apertura di 10 nuovi siti preispanici durante la sua amministrazione (tre nel Chiapas, due a Guanajuato, due nello Zacatecas, e uno rispettivamente a Hidalgo, Guerrero e Puebla).
Inoltre, e' di questi giorni la notizia secondo cui il governo sta cercando il modo di acquisire i terreni di Chichen Itza', in cui si trova il Castello Maya di Kukulcan, che attualmente appartengono a ''tre comunita' indigene e a sei privati''.
L'area, che si trova nello Yucatan e ha un'estensione di circa 15 chilometri quadrati, ha sempre avuto un grande interesse per l'Inah che, secondo quanto ha commentato il suo direttore Alfonso De Maria y Campos, ''da tempo vorrebbe acquisire i terreni, ma non possiede i ricorsi economici necessari''.
''L'espropriazione - ha aggiunto De Maria y Campos - potrebbe essere una possibilita''', anche se per il momento si considerano altre opzioni, come lo scambio con altri terreni attraverso il Fondo nazionale per il turismo (Fonatur).(ANSA).

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