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17 agosto 2006

La ruota inventata nelle steppe del Nord / ANSA

PER STUDIOSO TEDESCO CADE L'IPOTESI DELLA NASCITA IN MESOPOTAMIA (ANSA) - BERLINO, 16 AGO - La ruota e il carro, la prima grande innovazione tecnica che rivoluziono' profondamente la vita dell'uomo, non furono inventati in Mesopotamia ma in una regione a nord del Caucaso e del Mar Nero, secondo i risultati delle ultime ricerche del tedesco Joseph Maran, professore di Archeologia presso l'Universita' di Heidelberg (sud-ovest della Germania), che ne parla oggi al quotidiano 'Tagesspiegel'.
''In base alle ultime scoperte, ritengo che l'invenzione avvenne in una regione ben precisa, da dove si diffuse rapidamente al resto del mondo'', ha detto Maran, secondo cui la regione in questione non sarebbe tuttavia la Mesopotamia come tutti i libri di scuola ci hanno finora insegnato, bensi' un territorio che si estende tra le odierne Ucraina e Georgia.
In quest'area a nord del mar Nero, in particolare nella zona tra il Dnepr e il basso Danubio, si sarebbe infatti sviluppata tra la fine del IV e il III millennio a.C. la cosiddetta 'Cultura di Tripol'e', una cultura preistorica che prende nome dall'omonimo villaggio presso Kiev, in Ucraina. Secondo alcuni studiosi a Tripol'e sarebbe stato fatto uso per la prima volta uso dei metalli, tra cui l'argento e poi il rame.
Scavi recenti proprio in questa zona hanno rinvenuto i resti di numerosi insediamenti umani risalenti a circa 6.000 anni fa e tra i reperti figurano anche prototipi in argilla della prima ruota da trasporto nella storia.
''Da qui provengono i primi modelli in argilla di carri trainati da ruote'', ha detto Maran, convinto del fatto che questa regione abbia costituito attorno al 4.000 a.C. il primo centro di innovazione e promozione della cultura umana. Ma perche' hanno inventato la ruota? A questa domanda Maran risponde sicuro: per la necessita' di muoversi piu' facilmente tra un villaggo e un altro o all'interno dei campi. Secondo il professore, sarebbe stata dunque l'esigenza del trasporto a motivare questa popolazione a perfezionare il carro a quattro ruote, una invenzione facilitata da condizioni ambientali favorevoli quali la pianura e la disponibilita' di grossi animali da tiro. Anche altri popoli, tra i quali, ad esempio, i Maya dell'America centrale, avevano infatti inventato la ruota, che tuttavia non venne mai utilizzata ai fini del trasporto per un semplice motivo: l'assenza di animali domestici da tiro.
La svolta negli studi del professor Maran e' avvenuta dopo il crollo dell'Unione Sovietica, quando le porte delle ex repubbliche vennero aperte a studiosi e archeologi, anche occidentali, interessati ad approfondire le proprie ricerche nella zona. Da allora, molti sono stati i ritrovamenti che provano il precoce sviluppo culturale della regione, in anticipo sulla Mesopotamia di circa 500 anni.
La 'culla della civilta''' sembra dunque spostarsi verso le steppe del nord, da dove ruota e carro si sarebbero rapidamente diffusi nella Mezzaluna fertile (oggi Iraq), nel Mediterraneo e nell'Europa del nord.
Ancora oggi gli storici non sanno se gli inventori si siano mossi allora grazie ai loro carri trainati da buoi o semplicemente a piedi, con il solo bagaglio del loro know-how.
Comunque sia andata, i loro movimenti hanno permesso di dar vita ad una rivoluzione tecnica di grande impatto, che ha svegliato di colpo l'umanita' portando allo sviluppo di arte, architettura e civilta'.
La ruota, sia fissata ad un mozzo oppure unita ad un asse, solo con il perfezionamento ed alleggerimento attraverso i raggi, qualche millennio dopo permise all'umanita' di provare i primi brividi della velocita', spesso sui cocchi da guerra trainati da possenti cavalli. (ANSA).

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Scoperti in Germania resti capanna Neandertal

DECINE GLI UTENSILI PORTATI ALLA LUCE (ANSA) - BERLINO, 16 AGO - Resti di una abitazione di neandertaliani sono stati scoperti presso Aquisgrana (Aachen in tedesco), in Nordreno-Vestfalia, ovest della Germania.
Durante gli scavi in una miniera a cielo aperto, un avvallamento nel terreno dagli archeologi e' stato identificato come un basamento ovale lungo 2 metri e profondo 75 centimetri, che avrebbe costituito il pavimento della capanna vecchia 120mila anni.
Nelle vicinanze sono stati trovati inoltre circa 60 utensili in pietra, tra cui asce e lame per tagliare la carne.
Gli uomini di Neandertal, dal nome di una valle tedesca dove furono trovati i primi esemplari nel XIX secolo, si sono estinti circa 30mila anni fa. (ANSA).

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Arrivate 12 mummie popolo delle nuvole a Bolzano

FARANNO COMPAGNIA AL CELEBRE OETZI (ANSA) - BOLZANO, 4 AGO - Da oggi Oetzi, la mummia dei ghiacci di 5 mila anni fa ospitata al Museo Archeologico di Bolzano, avra' compagnia: dal Peru' sono arrivate 12 mummie dell'antica e misteriosa civilta' dei Chachapoya che saranno messe in mostra a partire dall'11 agosto.
Si tratta di un'esposizione dedicata al ''Popolo delle nuvole'' che visse tra l'800 e il 1500 dopo Cristo nel cuore del Peru', per poi essere conquistato dagli Incas e per scomparire poi definitivamente in seguito alle malattie portate dai conquistadores spagnoli.
Le 12 mummie - accompagnate da un centinaio di altri reperti archeologici - fanno parte delle 219 ritrovate a cinquemila metri di quota nel 1996, sopra la laguna des Condores, su una parete rocciosa, dentro la quale erano state scavate delle nicchie funerarie.
Gli Incas descrissero i Chachapoya come ''guerrieri alti dalla pelle e dai capelli chiari''. E' un popolo misterioso di cui si sa poco, che perche' sembra che non conoscesse un vero e proprio sitema di scrittura. Il sito archeologico piu' famoso e' quello delle rovine fortificate di Kuelap.
Delle dodici mummie che sono arrivate a Bolzano, due sono di bambini. Due sono scoperte mentre le rimanenti sono avvolte in preziosi tessuti. Le salme erano poste infatte in posizione accovacciata, avvolte in tessuti sui quali era ricamato un ritratto. Le mummie erano poi poste all' interno delle nicchie a picco sul canyon a 5 mila metri di quota. I Chachapoya erigevano i loro insediamenti, in pietra e a pianta circolare, su alture di montagna avvolte dalle nebbie: per questo erano chiamati il ''Popolo delle nuvole''.
Ancora non si conosce la tecnica di conservazione delle mummie dei Chachapoya. Se, ad esempio, i corpi venivano imbalsamati e privati delle interiora come facevano gli egizi.
Certo e' che il clima secco e freddo dei 5 mila metri di quota in cui si trovano i sepolcri hanno offerto condizioni ideali affinche' i cadaveri mummificassero. Secondo alcuni archeologi, i Chachapoya si servivano dei loro morti come oracolo.
Prima di riuscire a fare arrivare in Europa le mummie, i responsabili del Museo Archeologico di Bolzano hanno avuto rapporti non solo con i dirigenti del Museo di Leymebamba, che hanno accompagnato i reperti per tutto il viaggio, ma hanno anche dovuto tenere una pubblica assemblea con gli abitanti di un paesino della zona che si considerano discendenti del ''Popolo delle nuvole''. A questi hanno dovuto promettere che alcune ricerche scientifiche che sulle mummie Chachapoya sono in programma in Europa, con la partecipazione anche di Eduard Egarter, capo del team internazionale che da anni studia la mummia di Oetzi, saranno assolutamente non invasive. A questo scopo un rappresentante del paese e' stato inviato a Bolzano per seguire di persona l'esposizione archeologica e le ricerche scientifiche. (ANSA).

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02 agosto 2006

Torna alla luce il Colosseo di Sofia

SCOPERTO ENORME ANFITEATRO ROMANO NELLA CAPITALE DELLA BULGARIA (ANSA) - SOFIA, 31 LUG -
Spettacolare scoperta archeologica in Bulgaria, nel centro della capitale Sofia: un enorme anfiteatro romano, paragonabile per dimensioni al Colosseo a Roma, e' venuto alla luce durante recenti scavi.
I primi indizi della presenza di resti di una antica costruzione di epoca romana sono stati rinvenuti alcuni mesi fa quando sono iniziati i lavori per la costruzione di un albergo in una zona del centro storico della capitale. Oggi, grazie ai primi scavi archeologici diretti dal prof. Jarin Velichkov, si puo' avere un'idea piu' precisa dell'antico anfiteatro.
A giudicare dai reperti - oltre ai resti litici, oggetti vari, utensili e monete - la sua costruzione inizio' all'epoca dell'imperatore Diocleziano e fu conclusa da Costantino nel IV secolo d.C., quando Sofia (il suo nome antico era Serdica) e la Bulgaria facevano parte delle province orientali dell'Impero Romano.
L'impressionante arena dentro l'anfiteatro e' lunga 60 metri e larga 43: ovvero si avvicina per grandezza a quella del Colosseo. Secondo le stime degli esperti, le tribune erano alte circa 20 metri e potevano ospitare fino a oltre 20.000 spettatori per le lotte dei gladiatori. Nel corso degli scavi effettuati finora, sono state scoperte le tribune adibite alle classi sociali piu' alte degli abitanti di Serdica, nonch‚ la porta dalla quale venivano fatti entrare gli animali per i combattimenti.
Fino ad oggi erano stati scoperti 76 anfiteatri risalenti all'epoca degli antichi romani, ma quello di Sofia appare, per le sue misure, senza precedenti nelle terre delle province orientali dell'Impero romano. Secondo gli archeologi, per grandezza e orientamento (est ovest), l'arena assomiglia a quella analoga esistente a Parigi, l'antica Lutetia.
L'anfiteatro era adiacente alle mura di cinta di Serdica. Con l'avvento del Cristianesimo, fu distrutto alla fine del IV secolo a seguito degli editti dell'imperatore Teodosio I.
''Siamo rimasti estremamente sorpresi e meravigliati quando ci siamo resi conto che l'anfiteatro fu costruito sulla base di un antico teatro preesistente'', ha dichiarato all'Ansa Jarin Velichkov. Quando, infatti, gli archeologi hanno cominciato a scavare per capire se sotto l'arena dell' anfiteatro ci fossero delle gallerie come nel Colosseo, hanno scoperto il palcoscenico in pietra di un teatro, di 38 metri di diametro, risalente al I II secolo d.C.
Secondo il prof. Velichkov, questo e' il primo caso in cui nei territori dell'antico Impero romano viene ritrovata una simile combinazione di ''due in uno'' (teatro sotto la pianta dell'anfiteatro). Grazie alla sensazionale scoperta dell'anfiteatro di Sofia, viene svelato un enigma durato quasi 90 anni: nel 1919, durante l'opera di costruzione di un edificio abitativo proprio nella zona dell' anfiteatro, fu rinvenuta una grande lapide sulla quale erano scolpite scene di lotte gladiatorie. Nella parte sinistra della lapide era scolpita la pianta di un anfiteatro. Gli archeologi chiamarono la lapide 'il cartellone' e giunsero alla conclusione che l'antica Serdica probabilmente aveva un suo anfiteatro, ma ignoravano la sua ubicazione. Fino ad oggi, i loro sforzi di scoprirlo erano rimasti vani.
Il Comune di Sofia intende ora chiarire quanto prima il problema della proprieta' dei terreni nei quali e' situato l'anfiteatro (nel frattempo la costruzione dell'albergo e' stata sospesa) e trovare eventualmente i fondi necessari per comprare i lotti in mano privata e mandare avanti gli scavi. Al momento l'anfiteatro e' recintato per gli scavi, ma in futuro sara' aperto al pubblico.
RED-BUS 31-LUG-06 19:11 NNNN

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