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17 dicembre 2008

il nilo

l corso del Nilo

Il Nilo è alimentato da tre affluenti principali: il Nilo Bianco, che nasce dal lago Vittoria, l’Atbara, il più piccolo, che si unisce al fiume sopra la quinta cateratta in territorio sudanese e il Nilo Azzurro, che ha origine dal lago Tana e che convoglia le piogge cadute nel lontano altipiano etiopico. Da Kartum, dove tutte le acque si incontrano, il fiume prende il nome di Nilo Sahariano o Nilo propriamente detto e si lancia nella sua grande impresa: attraversare la Nubia e, con una serie di sei cateratte, giungere ad Assuan da cui si immette nella sua lunga valle stretta tra i deserti, dove scorre pigro fino al Mediterraneo per 1200 chilometri trasformati in una lunga oasi. Per tutto il corso non riceve altri affluenti; ha invece un defluente, il Bahr Jussuf (Fiume o Canale di Giuseppe, navigabile), che presso Assiut si distacca dalla grande corrente per proseguire parallelo ad essa, sulla sinistra, fino alla depressione del Faiyum dove si dirama e muore. A nord del Cairo ha inizio il Delta solcato da molte diramazioni o bocche. Il loro numero è stato diversamente precisato dai geografi antichi: sembra comunque che le principali fossero cinque, chiamate, dal nome delle città adiacenti, di Canopo o di Naukratis, di Rosetta o di Sais, di Sebennito, di Mendes e di Pelusio.

Egitto: un ”dono del Nilo”?

Fin dalle origini, la terra del Nilo offrì un ambiente ottimale per la vita e il progresso dell’uomo; non tanto facile, cioè, da intorpidire lo spirito e indurre a rinunziare a iniziative ed invenzioni, con le quali migliorare la propria condizione materiale, ma nemmeno tanto difficile da impegnare le forze di ciascuno nella strenua ricerca delle fonti di cibo o nel fuggire eventi naturali distruttori. Grazie al grande fiume, in Egitto la coltivazione della terra conservò sempre una preminenza assoluta e il paese appariva come un unico enorme impianto agricolo, con potenziale produttivo, per l’epoca, altissimo. Infatti le economie dei due Egitti si integravano e agli abitanti conveniva organizzarsi in un’unica comunità, estesa da Assuan al Mediterraneo, sia per meglio sfruttare le piene con opere idrauliche, sia perché, con risorse alimentari più vaste, era più facile fronteggiare situazioni di emergenza, come il perdurare da un anno all’altro della scarsità d’acqua. Dal Nilo dipendevano anche la ricca flora spontanea e la numerosa fauna, e quindi la caccia e la pesca. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la grande inondazione del fiume che gli dei benefici concedevano al paese con la regolarità di un prodigio naturale. Ecco perché lo storico greco Erodoto definì efficacemente l’Egitto “dono del Nilo”, anche se l’affermazione è falsa ove minimizza il lavoro umano.

Le opere di irrigazione

Sin dai tempi più antichi, il potere centrale coordinava la realizzazione e la manutenzione della rete di canali che consentiva di sfruttare le piene del Nilo. Uno dei mezzi più semplici per rendere fertile un terreno era la creazione di un bacino artificiale. Attorno a una zona raggiungibile dalle acque del Nilo in piena si costruiva un grande argine quadrato di terra di circa due chilometri di lato. Quando la piena, che innalzava il livello delle acque di circa sei metri, arrivava a riempire il bacino, l’uscita dell’acqua veniva bloccata con delle chiuse ed, in questo modo, il limo si depositava in grande quantità sul terreno recintato. Dopo circa un mese, quando il suolo era ormai saturo, l’acqua veniva fatta defluire in bacini di livello minore e infine nuovamente convogliata al Nilo. Una efficiente rete di canali raggiungeva i terreni distanti dal fiume, che le acque di piena non erano riuscite a coprire. Squadre di agrimensori stabilivano l’orientamento dei fossati e ne segnavano il tracciato sul terreno per mezzo di paletti e corde. Essi inoltre delimitavano gli appezzamenti di terreno dati in uso ad ogni bracciante e ne ridefinivano i confini dopo le inondazioni.

Flora e fauna

La flora dell’Egitto era ricchissima. Il papiro, la ninfea loto, la canna e l’acacia crescevano abbondanti nella vallata interna e nelle oasi; accanto ad esse prosperavano poi il frumento sorgo, l’orzo, il lino, parecchi ortaggi (lattuga, cipolla, aglio) e la vite, ed, ancora, la palma dum (Hyphaene thebaica) a foglie palmate e la palma da datteri (Phoenix dactilifera) a foglie pennate, il carrubo, il fico, il tamarisco e il fico sicomoro. Mancavano invece alberi d’alto fusto, adatti a fornire buon legname, e mancava l’olivo, cui sopperiva tuttavia la pianta del ricino dalla quale si estraeva olio. Quanto alla fauna, era presente a Sud l’elefante e sull’intero territorio l’ippopotamo, il ghepardo, il leone, piccole scimmie delle famiglie cercopitechi e cinocefali, il coccodrillo, una specie arcaica di pecora, capre, antilopi, gazzelle, bovidi e asini, e ancora sciacalli, gatti selvatici, lepri e iene, uccelli e pesci in gran numero e varietà, e serpenti di piccola taglia (cobra e viperidi). Già intorno al 2600 a.C. parecchi di questi animali erano diffusi in varietà domestiche e selezionate (bue, asino, pecora, insieme all’oca, all’anatra e al piccione); altri, come la gallina e il cavallo, vennero importati verso il 1500 a.C. dall’Oriente. Allevate largamente in ogni epoca furono poi le api, quali fornitrici di miele e di cera.

La navigazione

Il Nilo costituiva anche la più importante via di comunicazione dell’Egitto. La profondità delle acque e le brezze costanti, provenienti dal Mediterraneo, rendevano infatti possibile la navigazione in tutte le stagioni. Le pitture e i rilievi consentono di ricostruire l’evoluzione delle imbarcazioni. I battelli che solcavano il Nilo erano semplici chiatte, fatte di papiro intrecciato oppure di legno d’acacia o sicomoro. Per le imbarcazioni destinate al trasporto di merci pesanti, come la pietra da costruzione, si usava invece il legno di cedro importato dal Libano. Caratteristica è la forma incurvata di queste imbarcazioni, con poppa e prua sollevate rispetto al pelo dell’acqua. Una grande vela issata al centro aiutava il lavoro dei rematori. Il timoniere manovrava un lungo remo fissato a poppa per dare la direzione e per sondare il fondale. I battelli per la navigazione da diporto avevano al centro una cabina per i passeggeri, mentre le navi adibite alle processioni o ai funerali avevano al centro un’edicola per ospitare la statua del dio o il sarcofago. Già a partire dall’Antico Regno, gli egiziani praticavano anche la navigazione d’alto mare. Attraversavano il Mediterraneo diretti soprattutto verso la Fenicia e si spingevano nel Mar Rosso. Durante il regno di Necho, intorno al 600 a.C., navi egiziane compirono anche il periplo dell’Africa.

Fonte: ilmiointernet.com


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05 giugno 2008

ARCHEOLOGIA: IN EGITTO TROVATA VIA CERIMONIE TOLEMAICHE

ROMA, 3 GIU - La missione archeologica egiziana, diretta dal presidente del consiglio superiore delle antichita' Zahi Hawass (Csa) ha scoperto ''la via delle cerimonie tolemaiche'', che si estende ad est della Sfinge, fino a raggiungere la valle del Nilo, con blocchi di pietra calcarea sui quali e' inciso il nome del re Tolomeo V (204- 180 a C).
La missione, informa una nota del Csa, ha scoperto anche la base di una piramide, la 29 esima, situata nelle rovine accanto alla piramide del re Titi ( il primo della sesta dinastia 2374- 2354 a C) nella regione del Sakkara. Secondo Hawass, questa piramide potrebbe appartenere al re Menkaouhor della V dinastia.
Nel comunicato si precisa che un'altra missione del Csa, al lavoro nell'ovest della regione di Santa Caterina nel sud del Sinai, ha trovato una pressa da uva che risale all'epoca bizantina (VI sec d C). La missione ha scoperto anche degli utensili di terra cotta usati per l'esportazione e la conservazione del vino.(ANSA)

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26 maggio 2008

EGITTO; FORSE IDENTIFICATA TOMBA CLEOPATRA

IL CAIRO, 25 MAG - La tomba degli amanti piu' famosi della storia d'Egitto, e non solo, potrebbe trovarsi a una trentina di chilometri da Alessandria, dove gli archeologi egiziani hanno recuperato monete e statue che fanno pensare al possibile luogo di sepoltura di Antonio e Cleopatra. Lo ha detto lo zar dell' archeologia egiziana, Zahi Hawass.
''Non abbiamo ancora nessuna prova, ma la nostra teoria e' che la leggendaria regina egiziana e il condottiero romano siano sepolti li' '', ha detto il noto archeologo, che sta conducendo degli scavi nel tempio di Tabusiris Magna, sulla costa mediterranea.
Una squadra di dodici archeologi e 70 operai ha trovato un cunicolo sotto il tempio lungo 120 metri e scoperto statue di Cleopatra, un busto di Marco Antonio e monete con il ritratto della regina: ''Cose che non si trovano normalmente in un tempio'', ha detto Hawass.
Cleopatra e Antonio, che ebbero tre figli, si suicidarono ad Alessandria nel 30 a.C., lui con una spada e lei con un aspide, dopo essere stati sconfitti da Ottaviano nella battaglia di Anzio.
I lavori di ricerca sono sospesi per il caldo estivo e riprenderanno a novembre, quando Hawass usera' dei radar per scandagliare le camere nascoste.
Se davvero si trattasse della tomba di Cleopatra - ipotesi sulla quale altri esperti hanno sollevato dubbi - sarebbe il ritrovamento archeologico piu' importante in Egitto dalla scoperta della tomba di Tutankhamen, nel 1922, da parte dell'inglese Howard Carter. (ANSA)

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30 aprile 2008

Piramidi di cemento? al Mit di Boston una nuova teoria

PER GLI STUDIOSI GLI EGIZIANI LO INVENTARONO PRIMA DEI ROMANI (di Marco Bardazzi) (ANSA) - WASHINGTON, 22 APR - Una piccola piramide e' sorta a migliaia di chilometri dal Nilo, negli asettici laboratori del Mit di Boston, e fara' irritare egiziani ed egittologi di mezzo mondo. Un team di ricercatori americani l'ha costruita per provare una teoria scomoda: quella secondo la quale il cemento fu usato in Egitto duemila anni prima dei romani ed e' il segreto delle gigantesche tombe dei faraoni.
Gli scienziati dei materiali del Massachusetts Institute of Technology sono convinti che la teoria tradizionale sulla costruzione delle piramidi, quella che racconta di giganteschi blocchi di pietra trascinati da migliaia di schiavi, sia solo parte della storia. Una percentuale consistente dei blocchi, pari al 10 o 20%, potrebbe in realta' essere stata realizzata con colate di un cemento ricavato da materiali locali, impastato fino a ottenere un primitivo calcestruzzo. Il tutto secoli prima che i romani dimostrassero le doti del cemento innalzando edifici come il Pantheon.
La teoria era circolata gia' negli anni Ottanta e aveva sollevato reazioni furiose da parte di archeologi ed esperti di ingegneria antica, in larga parte convinti che le piramidi di Giza siano interamente realizzate con blocchi provenienti da cave di pietra. Gli scienziati del Mit sembrano destinati ad andare incontro allo stesso trattamento, a giudicare dalla prima reazione che il quotidiano Boston Globe ha raccolto da un portavoce di Zahi Hawass, il capo del Consiglio superiore delle antichita' al Cairo e il custode dei tesori dell'antico Egitto: ''E' un'idea estremamente stupida - ha detto il portavoce -, le piramidi sono fatte di blocchi di calcare di cava e indicare che possa trattarsi di qualcos'altro e' un' idiozia e un insulto''.
Parole che non sembrano scoraggiare gli ingegneri americani, che a Cambridge, nella sede del Mit, hanno gia' costruito una minipiramide di 280 blocchi (un modellino, rispetto ai 2,3 milioni di blocchi della Grande Piramide di Giza), usando un particolare calcestruzzo. ''E' possibile - ha detto Linn Hobbs, professore di scienza dei materiali al Mit, che guida il progetto - che gli egiziani abbiano usato meno sudore e piu' intelligenza. E' possibile che ci abbiano lasciato in eredita' non solo monumenti e mummie misteriosi, ma che abbiano inventato il cemento 2000 anni prima che i romani cominciassero a usarlo per i loro edifici''.
Gli studiosi del Mit lavorano alla ricerca insieme a un team di Filadelfia e all'ingegnere chimico francese Joseph Davidovits che per primo vent'anni fa lancio' l'idea. Il calcestruzzo prodotto nei laboratori del Mit e' fatto con materiali che si ritiene fossero disponibili lungo il Nilo. In particolare, i blocchi sono stati realizzati con colate di un mix fatto di calcare frantumato, tenuto insieme da un collante a base di argilla, silice e di soda, un sale naturale presente nel deserto che gli egiziani usavano per i processi di mummificazione.
Analisi di frammenti delle piramidi fatte con raggi X, microscopio e soluzioni chimiche indicano, secondo gli studiosi americani, che ci sono indizi a favore della tesi che alcuni blocchi siano il prodotto di colate, non di attivita' di cava.
Ma il team avra' vita dura a convincere un ambiente accademico dove intere carriere sono state costruite sul presupposto che le piramidi siano composte da blocchi di pietra.
Michael Barsoum, un ingegnere della Drexel University di Filadelfia che partecipa allo studio, fu assalito verbalmente da ogni parte del mondo quando, nel 2006, sostenne che parti dei blocchi di una piramide di Giza sono microstrutturalmente diversi da blocchi di calcare e potrebbero essere il prodotto di colate. ''Mi trattarono come se avessi sostenuto che le piramidi sono state tagliate con il laser'', ha ricordato Barsoum.
Nella stessa Boston, lo scetticismo per la ricerca del Mit si e' gia' fatto sentire. ''I blocchi provenivano da cave e furono trascinati sul posto, non ci sono indizi per sostenere il contrario'', ha sentenziato Kathryn Bard, egittologa della Boston University. (marco.bardazzi@ansa.it) (ANSA)

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25 marzo 2008

Scoperta a Luxor grande statua di AMENOFI II

IL CAIRO, MARZO - Una grande statua di Amenofi II (Ahmenotep III) e' stata scoperta a Luxor da una missione di cui fanno parte archeologi egiziani e tedeschi.
Lo ha annunciato il direttore delle Antichita' di Luxor Mansur Borayek secondo il quale la missione ha anche messo insieme cento frammenti di un'altra statua raffigurante lo stesso faraone.
Guidata dall'egittologo Horig Suruzian, la missione ha trovato anche due teste di Sfinge e sette statue della dea Sekhmet, in origine una dea guerriera dell'Alto Egitto, raffigurata come una leonessa. Amenofi II e' stato il nono faraone della 18/a dinastia ed era il figlio di Thutmose IV.
(ANSA)

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18 gennaio 2008

Rebus - Il Mistero della Sfinge (indicatore stellare)

'era dei Faraoni per seguire da vicino la costruzione delle prime piramidi fino a Giza. Nel pianoro roccioso alla porte dei Cairo'


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14 dicembre 2007

Dall'Italia 1,3 MLN euro per ristrutturare Museo Cairo

L'Italia contribuira' con uno stanziamento di un milione e 300mila euro alla ristrutturazione del museo egizio del Cairo. Il progetto, "Ridisegnare il museo egizio di Tahrir", e' stato presentato dal vicepremier e ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli in una conferenza congiunta al Cairo con il suo omologo egiziano Farouk Hosni.
Il rinnovamento della struttura sara' ultimato entro la fine del 2008 con una spesa complessiva di 5,1 milioni di euro e permettera', come ha dichiarato il ministro egiziano "a tutti gli egiziani di riscoprire il significato della loro identita'".
La collaborazione italiana nel programma di ristrutturazione rientra per Rutelli, "nel quadro della stretta cooperazione tra Italia ed Egitto a tutti i livelli sociali e politici".
Nel dettaglio, il piano di lavoro prevede una ristrutturazione delle strutture interne ed esterne. Lo scopo e' di concentrarsi su una nuova definizione degli spazi dedicati alle diverse collezioni e su un miglioramento dell'impiantistica, dai dispositivi di sicurezza, di illuminazione e di ventilazione del complesso. In programma anche la realizzazione di corsi di formazione per il personale del museo, tra cui un corso di restauro e conservazione che permetta una maggiore specializzazione degli operatori attraverso l'insegnamento delle basi teoriche e tecniche di catalogazione e organizzazione del materiale conservato nella struttura. (AGI)

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10 novembre 2007

Egitto, Tuthankamon si mostra al mondo


ESPOSTA A LUXOR LA MUMMIA DEL FARAONE BAMBINO (ANSA) - IL CAIRO - Il volto di Tutankhamon e' visibile da oggi, per la prima volta esattamente 85 anni dopo la scoperta a Luxor, nella Valle dei re, della ricchissima tomba del faraone bambino morto 3.000 anni fa.
La mummia, un accenno di corpo nero e lucido come cuoio, e' stata rimossa dal sarcofago di pietra e messa in una cassa di plexiglass, climatizzata, nella quale il faraone, deceduto a 19 anni, restera' esposto al pubblico. Ma solo il volto e i piedi saranno visibili da sotto un lenzuolo di lino bianco.
I dieci anni di regno di Tutankhamon non sono stati i piu' importanti della storia dell'Egitto faraonico, ma la sua vita e la sua morte hanno sempre affascinato archeologi e scrittori e la sua tomba, scoperta nel 1922 dall'archeologo britannico Howard Carter, ha rivelato un tesoro finora senza paragoni.
''Il bambino d'oro ha magia e mistero, ora tutto il mondo potra' constatare cosa sta facendo l'Egitto per conservarlo e tutti verranno a vedere la mummia'', ha detto il principale responsabile delle ricerche archeologiche in Egitto, Zahi Hawass.
Hawass ha aggiunto che gli archeologi hanno iniziato due anni fa il restauro della mummia, gravemente danneggiata e spezzata in 18 punti, quando Carter cerco' di levarle dal volto la maschera d'oro. Ma sono i turisti, il calore e l'umidita' del loro fiato, che piu' minacciano la mummia, ha aggiunto Hawass: ''Rischia di polverizzarsi. L'unica cosa integra e' il volto.
Dobbiamo fare di tutto per conservarlo'', ha detto Hawass.
''Tutti sono curiosi, tutti se lo immaginano... e' un viso diverso da quello delle mummie del museo del Cairo... c'e' un'ombra di sorriso''.
Gli scienziati stanno cercando, con tecnologia moderna, di rintracciare l'ascendenza di Tutankhamon, che fu il dodicesimo faraone della 18/a dinastia e sali' al trono a soli 8 anni.
La mummia, nel primo esperimento di questo genere, e' stata passata a una Tac nel 2005 per ottenere un'immagine tridimensionale. L'esame ha escluso che Tutankhamon sia stato ucciso, ma non ha rivelato come sia morto, intorno al 1323 a.C.
Apparentemente il faraone sviluppo' una grave infezione dopo essersi rotto il femore sinistro.
La Tac ha rivelato che era esile e alto circa 1,65 cm. al momento della morte.
Il debutto di Tutankhamon avviene in una rinnovata frenesia mondiale sul giovane faraone, fra mostre, documentari, speculazioni e dispute. L'ultima, la scorsa settimana, sul pene della mummia, che secondo un'archeologa pachistana dell'universita' americana del Cairo Salima Ikram sarebbe stato rubato durante la Seconda Guerra mondiale. Zahi Hawass ha smentito con molta decisione, precisando che ''ci era caduto tirando fuori la mummia dal sarcofago, ma l'abbiamo subito recuperato''.(ANSA)

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06 novembre 2007

Egitto, il mondo potrà vedere il viso di Tutankhamon


IL CAIRO, 4 NOV - Il volto del faraone bambino Tutankhamon, o quanto di esso resta, potra' essere visto a partire da oggi, quando la sua mummia, coperta fino al collo con un lenzuolo di lino, sara' esposta in un sarcofago di plexiglass nella sua tomba nella valle dei re a Luxor, nel Sud dell'Egitto.La tomba venne scoperta esattamente 85 anni fa, dall'archeologo britannico Howard Carter.Solo una cinquantina di persone hanno visto finora il viso, anche se migliaia e migliaia hanno ammirato il sarcofago del faraone, morto 3.000 anni fa, a 19 anni. La fama di Tutankhamon si deve al tesoro recuperato nella tomba, che ha attirato milioni di visitatori.Il principale responsabile delle ricerche archeologiche in Egitto, Zahi Hawass, ha detto che i resti di Tutankhamon sono minacciati dal caldo e dall'umidita', per questo motivo e' stato deciso di mettere la mummia in un sarcofago climatizzato.(ANSA).

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23 agosto 2007

Egitto, scoperta orma umana, forse la più antica

IL CAIRO, 20 AGO - Archeologi egiziani hanno scoperto nel deserto occidentale cio' che ritengono possa essere la piu' antica orma umana della storia. Lo ha annunciato oggi il capo delle Antichita' egiziane Zahi Hawass.
''Questa orma potrebbe risalire a circa due milioni di anni fa'' ha detto alla Reuters Hawass, segretario generale del Consiglio superiore per le Antichita'. ''Potrebbe essere - ha aggiunto - la scoperta piu' importante in Egitto''. Gli archeologi hanno trovato l'orma, impressa nel fango poi diventato roccia, mentre esploravano un sito preistorico nell'oasi di Siwa. Hawass ha aggiunto che ora gli scienziati stanno cercando di determinare con precisione la sua eta' impiegando il metodo del carbonio 14 sulle piante trovate nella roccia.
Khaled Saad, direttore della sezione preistoria nel Consiglio, ha affermato che, secondo l'eta' della roccia dove l'orma e' stata trovata, questa potrebbe risalire addirittura a un periodo precedente a quello di Lucy, il celebre fossile vecchio di tre milioni di anni, scheletro parziale di un uomo-scimmia, trovato in Etiopia nel 1974. Attualmente, ha indicato Saad, la piu' antica evidenza archeologica umana in Egitto risale a circa 200 mila anni fa.(ANSA-REUTERS)

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EGITTO: Scoperta tomba dell'epoca di Ramses II

Rinvenuti un sarcofago, mezza mummia e gran numero di sculture Il Cairo, 14 ago. (Apcom) - Una missione archeologica egiziana ha scoperto tombe - risalenti all'epoca del faraone Ramses II - contenenti un sarcofago e parte di una mummia. La scoperta è stata fatta a Sakkara (a sud-ovest del Cairo), a quanto ha annunciato oggi il Consiglio superiore delle antichità egiziane.
La missione della facoltà di archeologia dell'Università del Cairo ha scoperto un gran numero di sculture in una fossa realizzata all'epoca di Ramses II, che regnò dal 1279 al 1213 a.c., ha aggiunto la fonte, secondo la quale il sarcofago in pietra è stato trovato nella fossa, a 12 metri di profondità".
Il sarcofago in questione "appartiene a Sekmet Nefret, della 27ma Dinastia (525-405 a.c.), madre del sacerdote del culto di Micerino, re della Va Dinastia (2492 a.c.) e fondatore della terza piramide di Giza"

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15 luglio 2007

14 Marzo - 16 Settembre 2007 - Profumi di Afrodite e il segreto dell'olio. Scoperte archeologiche a Cipro.

Più di 100 reperti tra anfore, imbuti, brocche, pissidi, incensieri, bracieri, miscelatori e mortai -di cui 12 vetri, 5 alabastra e altri manufatti in ceramica e pietra- costituiranno il cuore della mostra "I profumi di Afrodite e il segreto dell'olio. Scoperte archeologiche a Cipro" nelle sale di Palazzo Caffarelli.
(fonte Zètema)

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23 ottobre 2006

Egitto, scoperto cimitero dentisti Faraoni

E' IL PRIMO DEL GENERE, NEI PRESSI DI SAQQARA A SUD DEL CAIRO (ANSA) - IL CAIRO, 22 OTT.
Una missione archeologica egiziana, guidata dal segretario generale dell'Alto consiglio delle Antichita' Zahi Hawass, ha scoperto quello che si ritiene il primo cimitero per dentisti dei faraoni, risalente al terzo millennio avanti Cristo).
In un comunicato, Hawass afferma che il cimitero, costruito con mattoni, risale al periodo tra la fine della quarta dinastia e l'inizio della quinta (2500-2200 circa avanti Cristo) e comprende le tombe dei tre dentisti del faraone.
Secondo l'archeologo, i dentisti vivevano vicino al palazzo reale per prendersi cura delle dentature del faraone e dei suo familiari. I faraoni consentirono loro di costruirsi il cimitero nei pressi di Saqqara, circa 25 km a sud del Cairo. (ANSA).

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14 giugno 2006

USA: Chicago; arriva Tutankhamen, via mummia da ufficio

APRE MOSTRA-EVENTO EGIZIANA, TOP MANAGER DEVE CEDERE 'TROFEO' (di Marco Bardazzi) (ANSA) - WASHINGTON, 26 MAG - Arriva Re Tut e a Chicago un top manager amante dell'Egitto e' costretto a rinunciare alla mummia che esponeva orgoglioso in ufficio. L'apertura in grande stile nella citta' americana di una mostra-evento dedicata al faraone ragazzino Tutankhamen, e' stata accompagnata da un braccio di ferro che ha visto soccombere un potente sponsor dell'evento, sotto la minaccia da parte del responsabile delle antichita' egiziane di far saltare tutto.
Chicago da giorni vive nella febbre per l'attesa di 'Tutankhamen e l'eta' d'oro dei faraoni', una mostra che sta portando negli Usa i tesori del celebre sovrano a 28 anni dall' esibizione al Metropolitan Museum di New York che fece esplodere la Tut-mania in America. Oltre 195.000 biglietti sono stati venduti in anticipo dal Field Museum in vista dell'inaugurazione odierna della mostra.
Ma l'esordio di Re Tut e' stato movimentato. Nel giorno dell' inaugurazione, un'ottantina di manifestanti provenienti da chiese copte-ortodosse dell'area di Chicago hanno dato vita a una protesta davanti al museo, chiedendo piu' liberta' religiosa per i cristiani in Egitto. La vigilia, poi, e' stata caratterizzata da uno scontro tra Zahi Hawass, responsabile dei reperti archeologici del governo egiziano, e John Rowe, potente amministratore delegato della Exelon, un colosso energetico di Chicago.
Hawass, noto per le sue battaglie internazionali a difesa dei tesori egiziani, al suo arrivo nei giorni scorsi nella citta' americana ha scoperto che il numero uno della Exelon - uno dei maggiori sponsor della mostra - possiede un sarcofago di 2600 anni fa e lo tiene esposto nel proprio ufficio, in un grattacielo nel centro di Chicago. L'alto funzionario egiziano ha gridato allo scandalo e ha intimato che il reperto fosse consegnato al Field Museum o restituito all'Egitto.
Le parole di Hawass hanno un certo peso - Time lo ha appena definito una delle 100 persone piu' influenti del mondo - e le sue campagne si sono rivelate incubi per molti musei in vari continenti. Anschutz Entertainment, l'organizzatore dell'evento di Chicago, ha temuto un disastro di pubbliche relazioni proprio al momento dell'inaugurazione della mostra, visto che Hawass minacciava di riportare a casa i cimeli di Tutankhamen se il manager non cedeva.
Dopo intense trattative, giovedi' sera Rowe ha dichiarato la resa e ha ''offerto il pezzo al museo, come prestito a tempo indeterminato'', ha detto una portavoce della Exelon. ''John ama il Field Museum - ha aggiunto - ed e' felice di condividere il cimelio''.
Hawass, soddisfatto, si e' goduto la vittoria: ''Sara' una lezione per tutti per imparare che questi oggetti non devono stare in una casa o in un ufficio, dovrebbero essere nel loro paese d'origine o in un museo''. Per Rowe pero' non e' finita, perche' il funzionario egiziano ha aggiunto di aver saputo che il manager ha una collezione di pezzi archeologici a casa, tra cui alcuni provenienti dall'Egitto, e ha promesso ''un'altra battaglia con il signor Rowe''.
Nel frattempo, mentre la folla prende d'assalto la grande mostra dei tesori del faraone, Hawass si prepara ad altri scontri negli Usa. Nel mirino del funzionario c'e' ora il museo di St.Louis, al quale l'Egitto aveva imposto di restituire entro il 15 maggio scorso una maschera funebre dell'anno 1550 avanti Cristo, che le autorita' del Cairo ritengono rubata. I responsabili del museo americano si sono detti convinti di essere i legittimi proprietari e Hawass ha preannunciato azioni legali e di pubbliche relazioni contro di loro. ''E' un caso molto importante - ha detto - e sto pensando di andare a St.
Louis, convocare una conferenza stampa e rendere la loro vita un inferno''.
(Fonte: ANSA).

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27 maggio 2006

Egitto: Città Romana sommersa trovata su costa Mediterraneo

A 35 CHILOMETRI AD EST DEL CANALE DI SUEZ (ANSA-AFP) - IL CAIRO, 22 MAG - Un team di archeologi egiziani ha individuato una citta' romana sommersa sulle coste del Mediterraneo a 35 chilometri ad est dell'accesso al canale di Suez.
Secondo quanto annunciato dal capo del dipartimento di archeologia Zahi Hawass, gli scavi hanno riportato alla luce palazzi, bagni, vecchie monete, vasellame di bronzo e di terracotta e le rovine di una fortezza romana che secondo i primi accertamenti risalgono al periodo che va dal 30 avanti Cristo al 337 dopo Cristo.
Gli archeologi hanno trovato anche quattro ponti che portano ad un castello sommerso, parte del quale era stato scoperto sulla costa egiziana gia' nel 1910.
Le autorita' egiziane hanno disposto il proseguimento ella campagna di scavi nella zona che in epoca romana segnava il confine esterno dell'Egitto.(Fonte: ANSA-AFP)

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